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Quando i modi , i metodi , i mezzi, gli strumenti ,in sintesi le risorse, essenziali o meno,necessarie alla libera  

 espressione della persona,  sembrano avere esaurito  tutte le loro possibilità  realizzative, avendo al momento 

occupato quasi del tutto il nostro tempo esistenziale ;

quando si è portati a ritenere che non ci siano più problemi da studiare e da risolvere grazie alle soluzioni

 preconfezionate;

quando si presume di sapere già  tutto , convinti di poter sobbarcarsi non il peso della responsabilità, ma 

l’illusione che altri od altro possano sostituirsi al lungo e faticoso percorso formativo per e nell’impegno 

umano, sociale, professionale,richiesto a ciascuno e dovuto da tutti;

quando la disperazione diventa insopprimibile ed insopportabile per l’impossibilità di poter pensare,  parlare, 

  guardare, sentire, lavorare,  amare, realizzarsi e vivere la unicità del proprio mondo;

quando non si riesce più ad alzare gli occhi al cielo, né ad immaginare che ci sia uno spicchio di azzurro né 

per sé né per altri , cari o meno cari poco importa,

allora, al limite della resa ,quando l’essere non si rassegna a non essere, come dal nulla,  esplode, imprevista, 

quella scintilla di frattura,  che permette la resistenza o almeno la sua illusione: continuare la creazione, con la

 realizzazione di uno spazio virtuale, ma ben circoscritto alla realtà dell’ASL NA 4 , punto di ritrovo,  libero

  da ( limitazioni, costrizioni, preconcetti, subordinazioni, sovrastrutture …), per (obiettivi, illusioni, aspirazioni ,

 tentativi, imprecazioni …), con ( amici,conoscenti,  cittadini, colleghi, sconosciuti,incorporei….).

 Il sensibile impegno del dr.Bruno Serpieri mette a disposizione lo spazio in formazione, dove  necessita 

 l’azione,  come  l’alito divino sul fango poi Adamo, perché diventi  AGORA’.

 

    “ Quest’è il principio, quest’è la favilla

        che si dilata in fiamma poi vivace

         e come stella in cielo in noi scintilla.”

 

                                                                                      Giovanni Morra

Agorà : La piazza nell'antica Grecia

La polis gravitava attorno all'« agorà », che è la piazza in cui i cittadini si riuniscono in assemblea per discutere i problemi della comunità e decidere collegialmente sulle leggi che occorrono ; essa è contemporaneamente il luogo del mercato e il centro economico e religioso, e perciò vi sorgono gli edifici pubblici, gli uffici, i templi, gli altari. L'agorà è un'autentica invenzione urbanistica, che non trova riscontro né nei centri del Vicino Oriente né in quelli micenei dove tutto dipendeva dal re e non c'era bisogno di un luogo dove tenere l'assemblea.